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Il ministro Scajola commissaria tutta l’It holding, lo stilista Cavalli pronto ad abbandonare il gruppo tessile di Pettoranello del Molise

Il Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha deciso di allargare l’amministrazione controllata ad altre nove aziende che fanno capo allla Holding del gruppo tessile di Pettoranello. Si tratta di It Holding, It Holding Commercial Services, Itc, Gianfranco Ferré, Nuova Andrea Fashion, Extè, Irt Usa Retail, Plus It, Malo. Sono stati nominati commissari di queste società gli avvocati Stanislao Chimenti, Andrea Ciccoli, Roberto Spada, già commissari di Ittierre, società entrata in amministrazione straordinaria lo scorso12 febbraio. Intanto, Roberto Cavalli (foto in alto a destra), in una conferenza stampa tenutasi a Milano ha praticamente annunciato il divorzio con l’azienda molisana. “Il contratto con Ittierre è a breve scadenza, avrei ancora due stagioni, ma il mio brand ha bisogno di maggiori cure – ha affermato Roberto Cavalli che ha annullato la sfilata, prevista ieri a Milano, della sua linea giovane Just Cavalli, prodotta e distribuita dall’azienda molisana – L’intenzione di un nuovo licenziatario – ha proseguito lo stilista – c’è e non c’è, i colloqui sono in corso con Staff, ma – spiega Cavalli – sono molto coccolato anche da altri, perchè una seconda linea con un fatturato da 240 milioni di euro fa gola. All’inizio però – ha aggiunto – sicuramente riporteremo Just Cavalli a casa. Se Ittierre farà fatica, il mio staff si rimboccherà le maniche per soddisfare i clienti”. Neppure il rischio di una penale per la rescissione anticipata del contratto di licenza sembra spaventare Cavalli: “non mi interessa, l’importante è che il cuore di Just Cavalli continui a battere”.
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Ittierre, la Provinicia di Isernia al fianco dei lavoratori e dell’azienda

La Provincia di Isernia (nella foto in alto la sede dell’ente in via Berta) si batterà affinché: lo stabilimento Ittierre rimanga a Pettorannello del Molise; vengano concessi più fondi per gli ammortizzatori sociali; vengano salvaguardati gli attuali livelli occupazionali; venga facilitato l’accesso al credito alle piccole imprese che lavorano per conto dello stabilimento. Questo quanto deciso ieri dal Consiglio provinciale di Isernia riunitosi in seduta straordinaria per discutere della drammatica crisi che ha coinvolto la crisi del gruppo tessile molisane. Un incontro che ha visto la partecipazione allargata dei rappresentanti di tutti i sindacati e delle associazioni di categoria. Intanto, anche il consigliere del Partito Democratico, Danilo Leva, ha proposto al Consiglio regionale del Molise al Presidente della Giunta e alll’Esecutivo di: attivare misure anticrisi per scongiurare la chiusura definitiva dell’Ittierre; affrontare l’emergenza Ittierre, con interventi sinergici e di rilancio dell’intero settore del sistema moda molisano, anche attraverso una rimodulazione del Por Molise 2007-2013 con efficacia immediata e funzionale al contesto di crisi internazionale; investendo in ricerca ed innovazione per le imprese che hanno perso competitività, finanziando le infrastrutture del territorio a sostegno dell’economia d’impresa e predisponendo un piano di formazione per la riconversione dei profili professionali; di costituire uno specifico fondo di garanzia per favorire l’accesso al credito delle aziende subfornitrici coinvolte in situazioni di crisi, e, nel contempo, formuli l’invito agli istituti bancari a non attivare procedure di rientro in attesa di una compiuta definizione degli interventi indicati; istituire una task force regionale che coinvolga tutte le rappresentanze delle forze sociali ivi compresi i fasonisti onde individuare, non solo l’esatto numero delle aziende sub fornitrici coinvolte nella vicenda, ma anche le soluzioni più idonee a gestire l’emergenza ed a garantire protezioni sociali ai lavoratori dell’indotto.

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Crisi Ittierre, il minstro Scajola ha nominato tre commissari: a Chimenti, Spada e Ciccoli il compito di rilanciare l’azienda

L’avvocato Stanislao Chimenti, il dottore commercialista Roberto Spada e il dottor Andrea Ciccoli, consulente aziendale nel settore moda, avranno il compito di risanare e rilanciare l’Ittierre. È quanto ha deciso ieri il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola (foto a destra) che li ha nominati Commissari straordinari dell’azienda di Pettoranello. Società che, contestualmente è stata ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria. Ora toccherà a loro cercare di fare il possibile per risanare i debiti e studiare le strategie aziendali migliori per risanare il più grande gruppo tessile molisano che da lavoro a oltre duemila persone. Intanto, si apprende da fonti finanziarie che una cordata araba sarebbe intenzionata a rilevare Ferré. Sempre nella giornata di ieri il Consiglio comunale di Isernia ha votato all’unanimità un ordine del giorno nel quale si esprime piena solidarietà ai lavoratori e sostegno a all’azienda che produce in proprio i prestigiosi marchi Malo, Ferré, Exté e in licenza C’N’C’ Costume National, Versace, Versace Jeans Couture, Galliano e Just Cavalli. La stessa cosa si accinge a fare il Consiglio provinciale di Isernia convocato per lunedì 16 febbraio alle 11 per discutere in seduta monotematica sulla crisi dell’Ittierre. Anche i sindacati stanno organizzando numerosi incontri con i lavoratori per discutere della situazione del gruppo e per cercare di prevenire eventuali tagli alla produzione e, conseguentemente, ai posti di lavoro.

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Ittierre in cirisi, a rischio duemila posti di lavoro e la sopravvivenza economica della provincia di Isernia

In alto lo stabilimento Ittierre di Pettoranello del Molise, in basso a destra il patron del gruppo tessile molisano Tonino Perna

La notizia che non vorresti mai arrivasse è, purtroppo arrivata. È stato lo stesso Consiglio amministrazione di It Holding Spa a comunicarlo ieri in una nota. “Prendendo atto della mancanza delle condizioni di certezza necessarie per la regolare prosecuzione della operatività aziendale, – si legge nel comunicato ufficiale – in particolare con riferimento alla disponibilità delle risorse necessarie al suo finanziamento e alla possibilità di poter contare sulla continuità del rapporto con i licenzianti, il Consiglio di Amministrazione della società Ittierre Spa, controllata di It Holding Spa, ha deliberato, avendone i requisiti, di presentare un’istanza per il ricorso alla Amministrazione Straordinaria, prevista dalla Legge Marzano, finalizzata alla ristrutturazione del gruppo e alla continuazione della sua attività. Il Consiglio ha anche deliberato di richiedere a Borsa Italiana la esclusione delle azioni It Holding dal segmento Star”. In pratica, a causa della mancanza di liquidità della società, dovrà intervenire il Governo, nominando un commissario che nei prossimi tre anni dovrà cercare di risanare la società di Pettoranello del Molise che, secondo gli analisti economici, ha accumulato un debito molto elevato. In sostanza, ciò significa che il patron Tonino Perna esce di scena. Al suo posto entrerà il commissario di nomina governativa che dovrà anche cercare di tutelare la società dai creditori. Nel frattempo le quotazioni della società in borsa sono state sospese a tempo indeterminato. Inutile dire che si tratta di una vera e propria ‘mazzata’ per tutto il tessuto economico della regione Molise e, in particolare, per la Provincia di Isernia che, praticamente, tra indotto, lavorazioni dirette e indirette ha vissuto finora grazie all’industria di Pettoranello del Molise. Un’azienda che è stata senza dubbio il fiore all’occhiello di tutti i molisani. Una favola economica che però ora rischia di trasformarsi in un incubo per tutti coloro che direttamente o indirettamente ci lavorano e per l’intera economia isernia. Un’eventuale chiusura dell’azienda significherebbe lasciare sul lastrico oltre 2000 famiglie e non meno di 5-6mila persone che in una provincia come quella di Isernia, che conta appena 90mila abitanti, provocherebbe un disastro sociale ed economico. La speranza di tutti noi è che malgrado le notizie negativa, l’Ittierre possa uscire dalla crisi e magari fare come la Parmalat che, in condizioni molto simili, è, comunque, riuscita a sopravvivere. Per far ciò naturalmente occorre la vicinanza di tutte le istituzioni ed in primis della politica, non quella delle chiacchere, ma quella della P maiuscola che sappia, una volta tanto, rischiare e mettersi in gioco da subito, evitando sterili polemiche. In gioco c’è il futuro dell’intera provincia di Isernia.

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